FATHERLAND

Durata: 82 min

Genere: Storia, Dramma

Lingua: Italiano

Regia: Paweł Pawlikowski

Anno: 2026

Con: Sandra Hüller, Hanns Zischler, August Diehl, Anna Madeley, Devid Striesow, David Menkin, Joachim Meyerhoff

Critica Un gioiello in bianco e nero! (La Repubblica) Il viaggio che Thomas Mann fece in Germania nel 1949, tornando nella sua terra natale dopo tredici anni è lo spunto che serve al regista polacco Paweł Pawlikowski per continuare con Fatherland (Patria) la sua riflessione sull’Europa del dopoguerra, già al centro di Ida e Cold War. In maniera più incisiva qui viene interrogata la cultura classica, quella che per i tedeschi rimanda inevitabilmente a Goethe e che il settantaquattrenne romanziere (Hanns Zischler) ricorda con enfasi nei discorsi che tiene di qua e di là della cortina di ferro, perché il suo viaggio inizia a Francoforte (sotto il controllo americano) e si conclude nel territorio controllato dai Russi, a Weimar, dove Goethe morì. Ad accompagnarlo la figlia Erika (Sandra Hüller) segnata dalle incomprensioni tra il fratello Klaus (August Diehl) e il padre. (P.Mereghetti)

Il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. A bordo di una Buick nera intraprendono un viaggio attraverso una Germania in macerie: da Francoforte, sotto l'influenza statunitense, fino a Weimar, controllata dai sovietici. Per la prima volta dopo la guerra, Mann torna nella sua nativa Germania, dopo aver preso la difficile decisione di fuggire negli Stati Uniti per mettersi in salvo.

82 min

Genere: Storia, Dramma

Lingua: Italiano

Regia: Paweł Pawlikowski

Anno: 2026

Con: Sandra Hüller, Hanns Zischler, August Diehl, Anna Madeley, Devid Striesow, Da...

Critica Un gioiello in bianco e nero! (La Repubblica) Il viaggio che Thomas Mann fece in Germania nel 1949, tornando nella sua terra natale dopo tredici anni è lo spunto che serve al regista polacco Paweł Pawlikowski per continuare con Fatherland (Patria) la sua riflessione sull’Europa del dopoguerra, già al centro di Ida e Cold War. In maniera più incisiva qui viene interrogata la cultura classica, quella che per i tedeschi rimanda inevitabilmente a Goethe e che il settantaquattrenne romanziere (Hanns Zischler) ricorda con enfasi nei discorsi che tiene di qua e di là della cortina di ferro, perché il suo viaggio inizia a Francoforte (sotto il controllo americano) e si conclude nel territorio controllato dai Russi, a Weimar, dove Goethe morì. Ad accompagnarlo la figlia Erika (Sandra Hüller) segnata dalle incomprensioni tra il fratello Klaus (August Diehl) e il padre. (P.Mereghetti)

Il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. A bordo di una Buick nera intraprendono un viaggio attraverso una Germania in macerie: da Francoforte, sotto l'influenza statunitense, fino a Weimar, controllata dai sovietici. Per la prima volta dopo la guerra, Mann torna nella sua nativa Germania, dopo aver preso la difficile decisione di fuggire negli Stati Uniti per mettersi in salvo.
Miglior regia al Festival di Cannes
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